Dalla Giustiniana alla Svizzera per i combattimenti “senza regole” – Cassia Blog

Dalla Giustiniana alla Svizzera per i combattimenti “senza regole”

Dalla Giustiniana alla Svizzera per i combattimenti “senza regole”

Ciao Marco e bentrovato nuovamente su CassiaBlog.

abbiamo saputo della tua nuova avventura in Svizzera, precisamente a Berna, ci racconti cosa sei andato a fare lì?

Ciao! E’ la seconda volta che vado a Berna per combattere al il Dog Brothers Euro Gathering Of The Pack. Un evento organizzato anche in America, a Los Angeles. La disciplina marziale in questione è il real contact stick fighting (deve la sua nascita al kali, arte marziale filippina): si combatte con una maschera da scherma, un paio di guantini da hockey su prato, un bastone in rattan e come protezioni ulteriori, delle eventuali ginocchiere e/o gomitiere morbide (non il tipo rigido da skateboard, per intenderci). Può sembrare una sorta di mma con una maschera da scherma e armi da impatto. C’è la possibilità di fare combattimenti anche con il doppio bastone o staff (bastone lungo), lame in alluminio (senza filo ne punta, ovviamente), bastone e scudo medioevale… . L’ottica è quella di combattimenti, apparentemente senza regole (va da sé che non potranno volontariamente aversi colpi alle gonadi, bastoni o dita infilati negli occhi etc…), non ci sono arbitri e/o giudici.

 La cosa interessante è che non vi è nulla in palio. La regola è rimanere amici alla fine dei combattimenti: ci si sfida liberamente tra duellanti provenienti da diverse parti del mondo, ci si accorda sulla tipologia di combattimento (se si vuole combattere senza poi eventualmente lottare a terra, ad esempio, lo si può fare) e si duella per due minuti. Alla fine, ci si abbraccia sempre e, posso garantirlo, nasce subito un legame forte con la persona con la quale abbiamo combattuto.  La sera, tutti a bere una birra insieme.

Personalmente, l’obiettivo non è tanto quello di dominare l’avversario ma quello di essere sempre all’altezza del combattimento.

Quanti sono gli italiani che partecipano a questo tipo di gare?

Oramai gli italiani sono un bel gruppetto. Il mio maestro, Ivan “Kuma Dog” Reboli è di Bergamo ed è stato il primo italiano a combattere con i Dog Brothers (sin dal 2004).

Conosco tutti gli italiani che combattono ai Gathering Of The Pack (alcuni sono in Sardegna, altri in Lombardia ad esempio), li stimo molto e sono tutti dei ragazzi eccezionali: un ottimo fair play, combattenti molto originali e “tosti”, dai quali ho sempre molto da imparare.

 

E’ alto il rischio di infortuni?

Si. Dipende anche da quanto vuoi rischiare. Un’altra regola nei gathering of the pack è cercare di fare in modo che nessuno passi la notte in ospedale e che, quindi, only you are responsible for you (ognuno è responsabile per se stesso e basta, si rinuncia -in base ad un contratto scritto- ad attivare qualsivoglia causa civile o pensale nei confronti di altri combattenti, ad esempio).

 

Come ti sei preparato per un combattimento di questo tipo?

Ho dovuto, come sempre, rispettare i miei limiti fisici.

Per oltre 8 anni ho dovuto affrontare due grandi battaglie legate ad una vicenda che ha posto la mia vita in pericolo, a causa di importanti problemi di salute. Ad oggi, posso considerarmi fuori pericolo.

Mi sono allenato alla palestra SPIRITO GUERRIERO. Principalmente, svolgendo allenamenti funzionali al duello di real contact stick fighting.

Per il discorso sulla mobilità ed il superamento di alcuni importanti “limiti” fisici, ringrazio il dott. Massimo Vitarelli (preparatore atletico e già direttore tecnico del Brazilian Jiu Jitsu presso Spirito Guerriero, cintura marrone di BJJ per l’Aeterna Jiu Jitsu).

Il bagaglio tecnico lo ho curato facendo delle lezioni private col mio maestro Ivan “Kuma Dog” Reboli: sapiente conoscitore del real contact stick fighting e coach di eccezionali qualità.

Nella preparazione mi hanno aiutato diversi amici, che considero fratelli, e voglio menzionarli: Freddie B. Hangdaan, Andrea Mattera e Mirco Mantini. I primi due, appartenenti al vivaio SPIRITO GUERRIERO.

(Nel video al lato una sessione di light sparring- ndr).

La preparazione mentale -che per un tale tipo di combattimenti è di vitale importanza- la ho svolta in modo originale, ossia, parlando e confrontandomi con atleti appartenenti a diverse discipline di combattimento: ognuno di loro ha saputo donarmi dei consigli di grande valore.

 

Con quale bagaglio torni a Roma?

Torno a Roma progredito. Durante le giornate in Svizzera, ho avuto la grande fortuna di partecipare ai seminari di Marc “Crafty Dog” Denny (il fondatore e combattente storico dei dog brothers, persona sapiente conoscitrice di diverse discipline marziali) e Benjamin “Lonely Dog” Rittiner (responsabile europeo dei Dog Brothers, insegnante e combattente con doti fuori dal comune, al quale voglio molto bene).

Ogni volta che frequento certi ambienti, si fa profonda in me la sensazione del “più so e più so di non sapere”: se è vero che, con gli anni, il corpo è destinato a non avere più le abilità del passato, dall’altro lato per l’essere umano non c’è mai fine alla capacità di imparare cose nuove. Ciò mi da una grandissima motivazione.

Sono tornato a Roma con una consapevolezza, ancora maggiore, dell’importanza della mission dei dog brothers Walk as a warrior for all your days (Cammina come un guerriero per tutta la tua vita): per me, ciò significa, essere sempre all’altezza delle situazioni che la vita ci mette davanti… a prescindere dalla nostra età biologica e dal nostro stato di salute.

 

Allora in bocca al lupo, progetti futuri?

Lunga vita al lupo!  Il Kali Tribe®, la scuola d’armi alla quale appartengo, è stata chiamata a tenere seminari per forze dell’ordine e corsi anti-bullismo nelle scuole: sicché, prenderò parte a questi appuntamenti, come assistente del mio maestro sotto l’egida di SPIRITO GUERRIERO.

 

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